Referenze
Parco di Palazzo Chigi - Ariccia
Gli avanzati stati di degrado, diffusi sull'intero sviluppo dei due arconi, dall'imposta alla chiave, hanno richiesto un progetto di consolidamento per ripristinare lo schema statico originale degli elementi architettonici dell'estradosso.
Descrizione dell’intervento
L’intervento sul Parco di Palazzo Chigi nel Comune di Ariccia è stato eseguito con l’applicazione del sistema fischer FRP (Fiber Reinforced Polymers).
Il termine FRP indica i materiali fibrorinforzati a matrice polimerica costituiti da due o più elementi di natura diversa che conferiscono al substrato su cui sono applicati caratteristiche meccaniche e fisiche superiori.
Altamente versatili, gli FRP si possono impiegare nel ripristino e nell’adeguamento statico di tutte le tipologie di strutture come valida alternativa ai metodi tradizionali di intervento.
I manufatti architettonici che si trovano al suo interno, quali l’Uccelliera, comprendente il Portale dei leoni, si presentano oggi allo stato di rudere archeologico. Gli edifici, mostrano molteplici elementi che denotano uno stato di avanzato degrado.
Oltre al passare del tempo e all’azione degradante degli agenti meteorologici, un fattore determinante del degrado risulta essere l’ingente presenza di vegetazione, che ha prodotto gravi danni alle architetture (radici e piante sono spesso un tutt’uno con le murature).
Durante la fase di analisi sono state rilevate numerose mancanze e lacune nei diversi paramenti murari delle strutture in laterizio costituenti i due arconi che coprono l’Uccelliera.
Il degrado è diffuso sull’intero sviluppo dei manufatti architettonici, dall’imposta alla chiave.
Nell’ottica della conservazione dei beni e del loro carattere di “rovina romantica” l’idea portante è quella di consolidare e proteggere l’esistente a partire dall’attenta analisi dello stato di fatto.
Originariamente nel sito dovevano esserci quattro o cinque arconi, allo stato attuale ne rimangono solamente due. Il primo arco copre una luce di circa 13 metri con una freccia di circa 6.5m e una sezione rettangolare variabile di circa 85x70cm; il secondo copre una luce di circa 11.30m, è dotato di una freccia intorno ai 5.5m e la sezione misurata in corrispondenza del rene destro è di circa 85x60cm.
La parte, di forma quadrangolare, all’estremità est della grande sala, doveva essere un ambiente coperto a volta in quanto ancora oggi sono chiaramente visibili tracce della stessa.
Lungo il lato sud della grande aula vi è il così detto Portale dei leoni, costituito da un piccolo arco, posto come accesso all'Uccelliera, con due leonesse di terracotta ai lati.
Il precario stato di equilibrio dei due archi rende necessaria nell’immediato la messa in sicurezza delle strutture, per mezzo di opportune opere di sostegno. Il primo arco infatti presenta una perdita di forma con spostamento relativo fra i due semiarchi impostati sui lati opposti della cava, con probabile parzializzazione delle sezioni ai reni, mentre il secondo arco presenta una forma di equilibrio instabile per la formazione di una biella compressa fra la chiave e l’imposta sinistra della struttura.
L’intervento strutturale proposto per il consolidamento dei due arconi si pone l’obiettivo di fornire un’azione di presidio che modifichi il meno possibile lo schema statico originale, nello spirito della reversibilità e del rispetto del contesto architettonico attuale.
Motivazione della scelta
E’ proprio nel rispetto di questi requisiti fondamentali che si è scelto di intervenire con l’applicazione di un tessuto in fibra di carbonio fischer FRS CS 240 in accoppiamento con la resina epossidica fischer FRS CB che oltre a presentare notevoli caratteristiche di resistenza e durabilità, ha il vantaggio di essere un intervento decisamente non invasivo.
Prima di procedere all’applicazione del sistema di rinforzo estradossale si è ovviamente provveduto alla disposizione di un opportuno sistema di puntellamento dell’intera struttura. Visto lo stato di fatiscenza delle due strutture murarie è stato necessario un preventivo ripristino delle porzioni di arco mancanti mediante inserimento di elementi di recupero e malta di calce idraulica e pozzolana. Si è poi potuto proseguire con la bonifica delle zone di contrasto degli archi mediante esecuzione di muratura cuci-scuci con elementi di recupero e malta antiritiro, iniettando inoltre all’interno del paramento murario miscele antiritiro. Prima di proseguire con la disposizione dei nastri in fibra di carbonio si è preparata la superficie estradossale dell’arco regolarizzandola con uno strato di malta tixotropica fibrorinforzata.
A questo punto si è proceduto all’applicazione all’estradosso di 3 nastri longitudinali in fibra di carbonio fischer FRS CS 240 unidirezionale con larghezza 20 cm, spessore 0.13 mm e grammatura 240 gr/m2. Il loro fissaggio alle imposte è stato realizzato tramite l’inserimento di una piastra sagomata ancorata alla muratura di contrasto mediante 3 barre Φ20, di lunghezza L=215 cm inserite in perfori Φ35, profondi L=200 cm e iniettati con miscele antiritiro.
Per una migliore aderenza alla struttura sottostante si sono disposti ogni 100 cm nastri trasversali di collegamento in fibra di carbonio fischer FRS CS 240 unidirezionale di larghezza 20 cm, spessore 0.13 mm e grammatura 240 gr/m2. si è completato infine l’intervento con la ricostruzione di un nuovo rinfianco con muratura di mattoni pieni.
Oltre agli interventi appena esposti, il consolidamento del 2° arco prevede un ulteriore intervento in corrispondenza della zona di contrasto di sinistra. In particolare si è resa necessaria una parziale ricostruzione della zona di imposta mediante la tecnica del cuci-scuci con elementi di recupero e malta antiritiro, garantendo la perfetta ammorsatura dei nuovi elementi alla parete rocciosa esistente mediante l’inserimento di 3 barre Φ12 in perfori Φ20 posti ogni 20 cm, profondi 50 cm e iniettati con miscele antiritiro.
Per l’intervento è stata eseguita un’analisi numerica del comportamento delle strutture in presenza del sistema di rinforzo, evidenziando i benefici ottenuti dalle murature in termini di tensioni e spostamenti.
La modellazione numerica ha consentito di ricreare i manufatti in esame simulando in maniera opportuna il reale vincolamento alle imposte e introducendo oltre ai carichi verticali, dovuti al peso proprio della muratura, l’azione sismica orizzontale agente nella direzione del piano degli archi.
L’intervento proposto come opera provvisionale consente nell’immediato la visibilità del sito archeologico senza la invasiva presenza di puntellamenti di qualsiasi tipo, e rappresenta comunque un rinforzo definitivo per una futura ricostruzione della copertura dell’antica uccelliera di Palazzo Chigi ad Ariccia.
L’intervento sul Parco di Palazzo Chigi nel Comune di Ariccia è stato eseguito con l’applicazione del sistema fischer FRP (Fiber Reinforced Polymers).
Il termine FRP indica i materiali fibrorinforzati a matrice polimerica costituiti da due o più elementi di natura diversa che conferiscono al substrato su cui sono applicati caratteristiche meccaniche e fisiche superiori.
Altamente versatili, gli FRP si possono impiegare nel ripristino e nell’adeguamento statico di tutte le tipologie di strutture come valida alternativa ai metodi tradizionali di intervento.
I manufatti architettonici che si trovano al suo interno, quali l’Uccelliera, comprendente il Portale dei leoni, si presentano oggi allo stato di rudere archeologico. Gli edifici, mostrano molteplici elementi che denotano uno stato di avanzato degrado.
Oltre al passare del tempo e all’azione degradante degli agenti meteorologici, un fattore determinante del degrado risulta essere l’ingente presenza di vegetazione, che ha prodotto gravi danni alle architetture (radici e piante sono spesso un tutt’uno con le murature).
Durante la fase di analisi sono state rilevate numerose mancanze e lacune nei diversi paramenti murari delle strutture in laterizio costituenti i due arconi che coprono l’Uccelliera.
Il degrado è diffuso sull’intero sviluppo dei manufatti architettonici, dall’imposta alla chiave.
Nell’ottica della conservazione dei beni e del loro carattere di “rovina romantica” l’idea portante è quella di consolidare e proteggere l’esistente a partire dall’attenta analisi dello stato di fatto.
Originariamente nel sito dovevano esserci quattro o cinque arconi, allo stato attuale ne rimangono solamente due. Il primo arco copre una luce di circa 13 metri con una freccia di circa 6.5m e una sezione rettangolare variabile di circa 85x70cm; il secondo copre una luce di circa 11.30m, è dotato di una freccia intorno ai 5.5m e la sezione misurata in corrispondenza del rene destro è di circa 85x60cm.
La parte, di forma quadrangolare, all’estremità est della grande sala, doveva essere un ambiente coperto a volta in quanto ancora oggi sono chiaramente visibili tracce della stessa.
Lungo il lato sud della grande aula vi è il così detto Portale dei leoni, costituito da un piccolo arco, posto come accesso all'Uccelliera, con due leonesse di terracotta ai lati.
Il precario stato di equilibrio dei due archi rende necessaria nell’immediato la messa in sicurezza delle strutture, per mezzo di opportune opere di sostegno. Il primo arco infatti presenta una perdita di forma con spostamento relativo fra i due semiarchi impostati sui lati opposti della cava, con probabile parzializzazione delle sezioni ai reni, mentre il secondo arco presenta una forma di equilibrio instabile per la formazione di una biella compressa fra la chiave e l’imposta sinistra della struttura.
L’intervento strutturale proposto per il consolidamento dei due arconi si pone l’obiettivo di fornire un’azione di presidio che modifichi il meno possibile lo schema statico originale, nello spirito della reversibilità e del rispetto del contesto architettonico attuale.
Motivazione della scelta
E’ proprio nel rispetto di questi requisiti fondamentali che si è scelto di intervenire con l’applicazione di un tessuto in fibra di carbonio fischer FRS CS 240 in accoppiamento con la resina epossidica fischer FRS CB che oltre a presentare notevoli caratteristiche di resistenza e durabilità, ha il vantaggio di essere un intervento decisamente non invasivo.
Prima di procedere all’applicazione del sistema di rinforzo estradossale si è ovviamente provveduto alla disposizione di un opportuno sistema di puntellamento dell’intera struttura. Visto lo stato di fatiscenza delle due strutture murarie è stato necessario un preventivo ripristino delle porzioni di arco mancanti mediante inserimento di elementi di recupero e malta di calce idraulica e pozzolana. Si è poi potuto proseguire con la bonifica delle zone di contrasto degli archi mediante esecuzione di muratura cuci-scuci con elementi di recupero e malta antiritiro, iniettando inoltre all’interno del paramento murario miscele antiritiro. Prima di proseguire con la disposizione dei nastri in fibra di carbonio si è preparata la superficie estradossale dell’arco regolarizzandola con uno strato di malta tixotropica fibrorinforzata.
A questo punto si è proceduto all’applicazione all’estradosso di 3 nastri longitudinali in fibra di carbonio fischer FRS CS 240 unidirezionale con larghezza 20 cm, spessore 0.13 mm e grammatura 240 gr/m2. Il loro fissaggio alle imposte è stato realizzato tramite l’inserimento di una piastra sagomata ancorata alla muratura di contrasto mediante 3 barre Φ20, di lunghezza L=215 cm inserite in perfori Φ35, profondi L=200 cm e iniettati con miscele antiritiro.
Per una migliore aderenza alla struttura sottostante si sono disposti ogni 100 cm nastri trasversali di collegamento in fibra di carbonio fischer FRS CS 240 unidirezionale di larghezza 20 cm, spessore 0.13 mm e grammatura 240 gr/m2. si è completato infine l’intervento con la ricostruzione di un nuovo rinfianco con muratura di mattoni pieni.
Oltre agli interventi appena esposti, il consolidamento del 2° arco prevede un ulteriore intervento in corrispondenza della zona di contrasto di sinistra. In particolare si è resa necessaria una parziale ricostruzione della zona di imposta mediante la tecnica del cuci-scuci con elementi di recupero e malta antiritiro, garantendo la perfetta ammorsatura dei nuovi elementi alla parete rocciosa esistente mediante l’inserimento di 3 barre Φ12 in perfori Φ20 posti ogni 20 cm, profondi 50 cm e iniettati con miscele antiritiro.
Per l’intervento è stata eseguita un’analisi numerica del comportamento delle strutture in presenza del sistema di rinforzo, evidenziando i benefici ottenuti dalle murature in termini di tensioni e spostamenti.
La modellazione numerica ha consentito di ricreare i manufatti in esame simulando in maniera opportuna il reale vincolamento alle imposte e introducendo oltre ai carichi verticali, dovuti al peso proprio della muratura, l’azione sismica orizzontale agente nella direzione del piano degli archi.
L’intervento proposto come opera provvisionale consente nell’immediato la visibilità del sito archeologico senza la invasiva presenza di puntellamenti di qualsiasi tipo, e rappresenta comunque un rinforzo definitivo per una futura ricostruzione della copertura dell’antica uccelliera di Palazzo Chigi ad Ariccia.
- progettista: Ing. Andrea Giannantoni
- progettista: Ing. Andrea Giannantoni

