Referenze

Ristrutturazione di un ex opificio, Treviso

L'impiego del controtelaio per gesso rivestito Eclisse ha risposto brillantemente al problema di recupero degli spazi funzionali, eliminando le porte a battente, che in questo caso avrebbero “oscurato” le pareti espositive.
Descrizione dell’intervento
Nel corso della ristrutturazione di un edificio storico, nato sul nucleo originale di un vecchio mulino del ‘500, adeguatamente ristrutturato in modo da poter ospitare uno studio fotografico, sono state installate porte a scomparsa su controtelai per gesso rivestito Eclisse.
Infatti, sia per l’esigenza di recupero di spazio del committente che per ragioni architettoniche e funzionali, l’ingombro delle porte doveva essere ridotto al minimo.
Su una superficie di 195 mq sono stati ricavati alcuni locali di servizio, perimetrali alla sala posa, separati da pareti divisorie in gesso rivestito. Le pareti ospiteranno una mostra permanente delle realizzazioni del fotografo.
Nel suo complesso, il progetto di ristrutturazione ha avuto come obiettivo la conservazione e la valorizzazione delle le caratteristiche architettoniche originali dell’edificio, in particolare la struttura a capriate con mattoni a vista di questo antico essicatoio, ora studio fotografico. L’altezza dei soffitti – fino a 5 metri – e il muro perimetrale costituito dalle tradizionali “lamelle” (fori verticali per l’illuminazione e l’aerazione, caratteristica storica soggetta a vincolo architettonico), sono ampiamente visibili nella loro dimensione originaria grazie alla scelta di divisori in cartongesso per l’allestimento dello studio. Le pareti dei locali interni raggiungono infatti un’altezza non superiore ai 2,50 metri, e sono completate da una struttura di policarbonato alveolare fino al raggiungimento della capriata. Le stanze, ad eccezione di un soppalco, sono prive di soffittatura.

Motivazione della scelta
Il controtelaio per gesso rivestito Eclisse rispondeva alle necessità applicative nella strutturazione delle aree interne in quanto facile e veloce da montare, risolveva brillantemente il problema di recupero di spazi funzionali all’attività professionale eliminando anche quello delle porte a battente, che in questo caso avrebbero “oscurato” le pareti espositive.
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