VERSO IL 2026: il ruolo cruciale dei CAM e DNSH nell’edilizia per attuare le misure del PNRR
a cura di: Arch. Angela Panza
La Quarta relazione al Parlamento sullo stato di attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) evidenzia un aumento significativo dei costi per le infrastrutture sanitarie, superando in media il 30%.
Questo fenomeno mette in luce una discrepanza tra l’incremento rapido dei prezzi di mercato, la tempestività nella predisposizione della documentazione da parte dei professionisti e la necessità per le imprese di invertire la rotta, specialmente per quanto riguarda l’approvvigionamento di materiali conformi ai criteri di sostenibilità.
Il PNRR rappresenta un’imponente iniziativa per la rinascita economica e la sostenibilità ambientale dell’Italia, supportata dai Criteri Ambientali Minimi (CAM) per l’edilizia sanciti dal D.M. 23 giugno 2022 e dal principio DNSH (principio di “non arrecare un danno significativo all’ambiente”) come da Regolamento Tassonomia 852/2020/EU.
Tuttavia, l’attuazione di tali criteri presenta sfide significative che richiedono l’attenzione e l’impegno di tutti gli attori coinvolti.
La necessità di diffondere una Cultura della Sostenibilità
Il primo ostacolo da affrontare è la promozione di una cultura della sostenibilità tra aziende, progettisti e imprese esecutrici. Ciò implica una conoscenza approfondita dei criteri CAM edilizia e DNSH che conduca, ad esempio, alla conoscenza da parte delle aziende dei pro e contro dei sistemi di certificazione disponibili per i propri prodotti. Investire in formazione e sensibilizzazione è essenziale per garantire che tutte le parti coinvolte comprendano appieno le implicazioni e i vantaggi della sostenibilità nell’edilizia, così come la propria responsabilità nel raggiungimento degli obiettivi.
Finanza Sostenibile: il futuro delle imprese
La tassonomia ambientale è stata introdotta per incentivare e favorire la transizione ecologica per le aziende che adottano tecnologie innovative nel settore di competenza, con l’obiettivo - a lungo termine - di raggiungere la neutralità carbonica.
Le imprese devono ora dotarsi di sistemi per valutare la propria sostenibilità, quindi intraprendere un percorso che consenta di offrire prodotti veramente green con l’opportunità di accedere a meccanismi di supporto dell’investimento, come i green e social bond.
Allo stesso tempo, i professionisti del settore devono essere in grado di guidare le imprese verso pratiche sostenibili, mentre il mondo bancario e assicurativo dovrebbe fornire strumenti finanziari che incentivino pratiche eco-compatibili.
Cosa Dobbiamo Ancora Fare…
- Adeguamento Prezzari Regionali
Un ostacolo tangibile è rappresentato dall’adeguamento dei prezzari regionali che includano i prodotti rispondenti ai criteri CAM: è essenziale aggiornarli per riflettere i costi reali e i benefici a lungo termine delle soluzioni sostenibili. Mentre la Regione Lombardia ha pienamente recepito tali materiali e sistemi innovativi, molte altre regioni non li citano affatto o addirittura richiamano versioni non più in vigore.
- Cambiare la visione con uno sguardo alla sostenibilità economica
Un’altra sfida consiste nel cambiare la visione delle imprese e dei professionisti senza compromettere la sostenibilità economica. Il cambio di paradigma richiede un maggiore investimento iniziale, ma è essenziale per acquisire le competenze necessarie. È importante educare sul fatto che la sostenibilità non riguardi solo l’ambiente, ma è anche economicamente e socialmente vantaggiosa a lungo termine.
- Adottare il “Buon Senso” della Sostenibilità Infine, è fondamentale adottare il “buon senso” dettato dalla profonda conoscenza del mercato e di cosa significhi realmente “sostenibilità”. Gli appalti del PNRR devono essere guidati da una valutazione rigorosa dei costi e dei benefici a lungo termine, garantendo il rispetto degli standard ambientali più elevati, ma contemporaneamente assicurare condizioni di lavoro dignitose per tutti coloro che sono parte attiva della catena del valore.
In conclusione, l’attuazione dei criteri CAM edilizia e DNSH negli appalti del PNRR rappresenta una sfida significativa, ma anche un’opportunità unica per promuovere la sostenibilità nell’edilizia italiana. Affrontare queste sfide richiede un impegno collettivo e una visione lungimirante che tenga conto dei principi della sostenibilità in ogni fase del processo decisionale.
Solo con la comprensione del “senso della sostenibilità” sarà possibile offrire questo beneficio al maggior numero di persone, che meritano il riconoscimento del proprio valore a tutti i livelli sociali.
La Quarta relazione al Parlamento sullo stato di attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) evidenzia un aumento significativo dei costi per le infrastrutture sanitarie, superando in media il 30%.
Questo fenomeno mette in luce una discrepanza tra l’incremento rapido dei prezzi di mercato, la tempestività nella predisposizione della documentazione da parte dei professionisti e la necessità per le imprese di invertire la rotta, specialmente per quanto riguarda l’approvvigionamento di materiali conformi ai criteri di sostenibilità.
Il PNRR rappresenta un’imponente iniziativa per la rinascita economica e la sostenibilità ambientale dell’Italia, supportata dai Criteri Ambientali Minimi (CAM) per l’edilizia sanciti dal D.M. 23 giugno 2022 e dal principio DNSH (principio di “non arrecare un danno significativo all’ambiente”) come da Regolamento Tassonomia 852/2020/EU.
Tuttavia, l’attuazione di tali criteri presenta sfide significative che richiedono l’attenzione e l’impegno di tutti gli attori coinvolti.
La necessità di diffondere una Cultura della Sostenibilità
Il primo ostacolo da affrontare è la promozione di una cultura della sostenibilità tra aziende, progettisti e imprese esecutrici. Ciò implica una conoscenza approfondita dei criteri CAM edilizia e DNSH che conduca, ad esempio, alla conoscenza da parte delle aziende dei pro e contro dei sistemi di certificazione disponibili per i propri prodotti. Investire in formazione e sensibilizzazione è essenziale per garantire che tutte le parti coinvolte comprendano appieno le implicazioni e i vantaggi della sostenibilità nell’edilizia, così come la propria responsabilità nel raggiungimento degli obiettivi.
Finanza Sostenibile: il futuro delle imprese
La tassonomia ambientale è stata introdotta per incentivare e favorire la transizione ecologica per le aziende che adottano tecnologie innovative nel settore di competenza, con l’obiettivo - a lungo termine - di raggiungere la neutralità carbonica.
Le imprese devono ora dotarsi di sistemi per valutare la propria sostenibilità, quindi intraprendere un percorso che consenta di offrire prodotti veramente green con l’opportunità di accedere a meccanismi di supporto dell’investimento, come i green e social bond.
Allo stesso tempo, i professionisti del settore devono essere in grado di guidare le imprese verso pratiche sostenibili, mentre il mondo bancario e assicurativo dovrebbe fornire strumenti finanziari che incentivino pratiche eco-compatibili.
Cosa Dobbiamo Ancora Fare…
- Adeguamento Prezzari Regionali
Un ostacolo tangibile è rappresentato dall’adeguamento dei prezzari regionali che includano i prodotti rispondenti ai criteri CAM: è essenziale aggiornarli per riflettere i costi reali e i benefici a lungo termine delle soluzioni sostenibili. Mentre la Regione Lombardia ha pienamente recepito tali materiali e sistemi innovativi, molte altre regioni non li citano affatto o addirittura richiamano versioni non più in vigore.
- Cambiare la visione con uno sguardo alla sostenibilità economica
Un’altra sfida consiste nel cambiare la visione delle imprese e dei professionisti senza compromettere la sostenibilità economica. Il cambio di paradigma richiede un maggiore investimento iniziale, ma è essenziale per acquisire le competenze necessarie. È importante educare sul fatto che la sostenibilità non riguardi solo l’ambiente, ma è anche economicamente e socialmente vantaggiosa a lungo termine.
- Adottare il “Buon Senso” della Sostenibilità Infine, è fondamentale adottare il “buon senso” dettato dalla profonda conoscenza del mercato e di cosa significhi realmente “sostenibilità”. Gli appalti del PNRR devono essere guidati da una valutazione rigorosa dei costi e dei benefici a lungo termine, garantendo il rispetto degli standard ambientali più elevati, ma contemporaneamente assicurare condizioni di lavoro dignitose per tutti coloro che sono parte attiva della catena del valore.
In conclusione, l’attuazione dei criteri CAM edilizia e DNSH negli appalti del PNRR rappresenta una sfida significativa, ma anche un’opportunità unica per promuovere la sostenibilità nell’edilizia italiana. Affrontare queste sfide richiede un impegno collettivo e una visione lungimirante che tenga conto dei principi della sostenibilità in ogni fase del processo decisionale.
Solo con la comprensione del “senso della sostenibilità” sarà possibile offrire questo beneficio al maggior numero di persone, che meritano il riconoscimento del proprio valore a tutti i livelli sociali.

