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Convegno "Città da vivere"
Mercoledì 4 marzo 2026 si è tenuto il convegno dal titolo ”Città da vivere – Come rilanciare il modello della città italiana”, organizzato da ANCE in collaborazione con Assimpredil ANCE e sono emersi dati e analisi per rilanciare le città italiane.
Le città non possono rimanere ferme ma devono cercare un nuovo equilibrio tra la capacità di attrarre ricchezza e l’esigenza di inclusione. Ma un fatto è certo: la questione urbana non può essere ignorata ed è una sfida essenziale per la crescita del Paese. Un tema fondamentale per garantire il diritto all’abitare di fronte alle trasformazioni demografiche, ambientali e geopolitiche che stanno cambiando completamente il volto delle città. È su questi temi che si è sviluppato il convegno “Città da vivere – come rilanciare il modello della città italiana”. Un dibattito a 360 gradi che ha messo a confronto istituzioni, esperti, accademici e rappresentanti del mondo politico sulle trasformazioni urbane, le politiche abitative e le sfide dello sviluppo sostenibile e che è stato concluso dal viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi, che ha annunciato l’arrivo in Consiglio dei ministri del primo decreto per il Piano Casa. La presidente dell’Ance Federica Brancaccio ha ricordato che metà della popolazione mondiale vive nelle città e questa quota continuerà a crescere, al punto che si prevede che nel 2030 salga al 60%.
La prima parte del convegno, moderata da Nicola Porro, è stata chiusa da un confronto fra gli ex sindaci. Un dibattito preceduto da una rassegna di proposte e best practice. Ad aprire la seconda parte del convegno, una dettagliata presentazione dell’evoluzione delle nostre città curata da Pierciro Galeone, direttore Ifel, e da Flavio Monosilio, direttore centro studi Ance. Numeri e cifre che mostrano come ci sia una sempre maggiore competizione tra le aree urbane, con città attrattive che vedono aumentare la popolazione, la crescita e l’occupazione. È il caso, ad esempio, di Roma e Milano che rispetto al 2008 hanno recuperato e addirittura superato i livelli di crescita e di occupazione precrisi. Il Pil di Milano oggi è +16,2% rispetto al 2008, l’occupazione a Roma +11,4%, mentre altre città come Napoli e Palermo rischiano di perdere Pil e abitanti nei prossimi anni. Più crescita e più lavoro, che attirano più popolazione, si scontrano però con criticità crescenti. Prima fra tutte, ha ricordato Flavio Monosilio, l’accesso alla casa che è diventato difficoltoso anche per fasce di popolazione con redditi medi. A Milano non basta un reddito pari a circa 59mila euro per comprare casa senza difficoltà, a Roma non basta un reddito di 33mila. E intanto le disuguaglianze aumentano: infatti, nelle grandi città la forbice tra i redditi più ricchi e quelli più poveri diventa sempre più grande.
La prima parte del convegno, moderata da Nicola Porro, è stata chiusa da un confronto fra gli ex sindaci. Un dibattito preceduto da una rassegna di proposte e best practice. Ad aprire la seconda parte del convegno, una dettagliata presentazione dell’evoluzione delle nostre città curata da Pierciro Galeone, direttore Ifel, e da Flavio Monosilio, direttore centro studi Ance. Numeri e cifre che mostrano come ci sia una sempre maggiore competizione tra le aree urbane, con città attrattive che vedono aumentare la popolazione, la crescita e l’occupazione. È il caso, ad esempio, di Roma e Milano che rispetto al 2008 hanno recuperato e addirittura superato i livelli di crescita e di occupazione precrisi. Il Pil di Milano oggi è +16,2% rispetto al 2008, l’occupazione a Roma +11,4%, mentre altre città come Napoli e Palermo rischiano di perdere Pil e abitanti nei prossimi anni. Più crescita e più lavoro, che attirano più popolazione, si scontrano però con criticità crescenti. Prima fra tutte, ha ricordato Flavio Monosilio, l’accesso alla casa che è diventato difficoltoso anche per fasce di popolazione con redditi medi. A Milano non basta un reddito pari a circa 59mila euro per comprare casa senza difficoltà, a Roma non basta un reddito di 33mila. E intanto le disuguaglianze aumentano: infatti, nelle grandi città la forbice tra i redditi più ricchi e quelli più poveri diventa sempre più grande.
- Enti e associazioni: ANCE

