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Le nuove linee guida di prevenzione incendi per la progettazione, l’installazione, l’esercizio e la manutenzione degli impianti fotovoltaici

di Pierpaolo Gentile Direzione Centrale Emergenze - Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco
La rapida evoluzione tecnologica e normativa descritta dall'ingegner Boscaino richiede una risposta altrettanto dinamica da parte di tutta la filiera. In questo scenario, gli Ordini professionali giocano un ruolo strategico: attraverso percorsi formativi continui, devono mettere i progettisti in condizione di affrontare con competenza le complesse sfide che ci attendono. Il mio intervento si propone di analizzare lo stato dell'arte e le novità delle linee guida, partendo da un punto di vista concreto: l'analisi dell'emergenza e l'esperienza maturata sul campo dal Corpo Nazionale.

Dal "boom indotto" alla maturità tecnologica
La prima stagione di diffusione del fotovoltaico in Italia è stata caratterizzata da un'espansione improvvisa e massiccia, fortemente trainata dagli incentivi statali. In quella fase iniziale, la rapidità del mercato ha colto parzialmente impreparati i diversi attori della filiera: vi era una conoscenza ancora limitata del rischio sia da parte dei progettisti e dei produttori di materiali, sia da parte degli stessi Vigili del Fuoco.

Oggi il quadro è profondamente mutato e i dati statistici in nostro possesso ci offrono una fotografia chiara:

I dati dimostrano che gli impianti fotovoltaici non presentano una difettosità o una propensione all'incendio intrinsecamente superiore rispetto ad altre tipologie di impianti tecnologici. La vera criticità risiede nel faktor di scala: la crescita esponenziale del numero di installazioni determina, per puro calcolo proporzionale, un aumento del rischio complessivo sul territorio. È questa la reale preoccupazione che guida l'azione dei Vigili del Fuoco.

Le criticità riscontrate sulle coperture: i fattori di innesco
L'analisi visiva degli interventi di soccorso effettuati negli anni evidenzia alcune ricorrenze specifiche che hanno spinto il legislatore a modificare e affinare le linee guida. Le principali criticità riscontrate sui tetti degli edifici riguardano:
•    Eccessiva compattezza del layout: La tendenza a saturare completamente la superficie della copertura con i pannelli, senza prevedere adeguati corridoi di separazione.
•    Assenza di spazi di manutenzione: La mancanza di passaggi fisici che consentano le operazioni di controllo e il movimento in sicurezza dei soccorritori.
•    Inidoneità dei supporti e dei materiali sottostanti: L'utilizzo di strutture di sostegno o strati di isolamento/impermeabilizzazione non adeguati a sopportare le sollecitazioni dell'impianto, che si trasformano così in potenziali veicoli di propagazione della fiammata iniziale (innesco).

La necessità di aggiornare le linee guida risponde a una precisa programmazione strategica europea. Con l'attuazione del piano REPowerEU e il recepimento della nuova Direttiva EPBD (Energy Performance of Buildings Directive), assisteremo a una nuova ondata di installazioni che copriranno i tetti delle grandi realtà industriali, commerciali e degli edifici pubblici. In questo contesto, la parola chiave deve essere consapevolezza: l'impianto deve essere integrato fin dalla fase preliminare nel progetto della copertura, valutando attentamente l'interazione chimico-fisica tra i materiali isolanti, i sistemi impermeabili e i componenti elettrici.

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