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Sistemi fotovoltaici, dalle linee guida alla pratica: esperienze di installazione su coperture complesse e di grande dimensione nell’area milanese
di Edoardo Cavalieri d’Oro Dirigente Vicario del Comando dei Vigili del Fuoco di Milano
Il quadro di lavoro entro cui ci muoviamo è estremamente ampio, guidato sia dagli obiettivi ambiziosi imposti dall'Europa sia dalla necessità di agire in via preventiva come Corpo Nazionale, in stretta sinergia con tutti gli attori della filiera. Di fronte all'emergere continuo di nuovi vettori energetici, l'analisi dell'impiego dei sistemi fotovoltaici nell'area metropolitana di Milano e nella sua provincia offre una panoramica fondamentale sull'applicazione pratica delle linee guida e sulla gestione sul campo dei rischi associati alle grandi coperture.
Se consideriamo i puri dati di irraggiamento solare, qualcuno potrebbe eccepire che Milano non vanta i livelli di Catania o Roma. Eppure, il capoluogo lombardo è diventato il principale laboratorio italiano di sperimentazione tecnologica e architettonica. Oggi il pannello fotovoltaico non è più inteso solo come un mero elemento tecnico per la generazione di potenza, ma viene integrato dai progettisti e dalle cosiddette archistar come un materiale da costruzione vero e proprio, un elemento di rivestimento e di design di facciate e coperture complesse.
I numeri del boom milanese: il ruolo statistico delle SCIA
L'accelerazione del mercato nell'area metropolitana di Milano è certificata dai dati macroscopici in nostro possesso: le statistiche provinciali evidenziano un vero e proprio raddoppio della potenza fotovoltaica installata nell'ultimo quinquennio.
Questo trend si riflette direttamente sull'attività del Comando. I canali statistici tradizionali (come l'applicativo PRINS) non sempre riescono a intercettare tempestivamente la reale connotazione di queste applicazioni, poiché esse risultano spesso integrate all'interno di pratiche edilizie e antincendio più ampie. Tuttavia, i dati interni dimostrano un volume imponente di lavoro: solo nell'ultimo anno, sono state circa 400 le nuove SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) presentate a Milano e provincia per progetti che integrano applicazioni fotovoltaiche in attività soggette a controllo antincendio.
L'evoluzione delle forme e dei materiali: il precedente di Expo 2015
Per comprendere la complessità della profilazione del rischio attuale, è utile analizzare l'evoluzione edilizia dell'ultimo decennio, un percorso che ho seguito da vicino sul campo come funzionario e dirigente del Corpo.
Un primo fondamentale "campanello d'allarme" rispetto all'impiego di nuove forme geometriche, materiali innovativi ed edifici multi-destinazione è stato rappresentato dalle grandi strutture simboliche realizzate a tempi di record per Expo 2015. In quei progetti, i sistemi continui di vetrate e acciaio creavano coperture avveniristiche sopra grandi piazze coperte. Curiosamente, quello fu lo stesso anno in cui entrò in vigore il nuovo Codice di Prevenzione Incendi (D.M. 3 agosto 2015); quell'edificio simbolo fu approvato appena prima della disponibilità di questo moderno strumento metodologico, costringendoci a uno sforzo analitico notevole per governare la complessità e le dimensioni dell'opera.
Profili di rischio asimmetrici: la logistica e il caso Rho Fiera
Le applicazioni sul territorio milanese sono innumerevoli e possono essere ricondotte a macro-categorie con profili di rischio diametralmente opposti:
1. I grandi nodi della logistica: Situati lungo gli snodi infrastrutturali strategici che collegano Milano all'Europa, questi complessi presentano coperture sterminate su cui vengono installati impianti da migliaia di pannelli su tetti di edifici industriali. In questo caso, il rischio è prevalentemente legato al valore dei beni contenuti, alla continuità d'esercizio della filiera e alla sicurezza dei soccorritori che devono operare su tetti di grandissima estensione.
2. I padiglioni di Milano Rho Fiera: Il recente e imponente intervento di riqualificazione energetica del quartiere fieristico di Rho rappresenta un caso scuola. Parliamo di enormi superfici fotovoltaiche posizionate sopra edifici che non hanno una natura industriale ma sono destinati a ospitare eventi pubblici. La profilazione del rischio a Rho Fiera è decisamente differente e molto più complessa: l'enorme carico energetico in copertura coesiste con ambienti caratterizzati da un elevatissimo affollamento di persone. In scenari simili, la progettazione antincendio deve prioritariamente assicurare che un eventuale scenario d'incendio sul tetto non pregiudichi le vie d'esodo inferiori e l'incolumità dei visitatori.
La riqualificazione del Politecnico di Milano e i vincoli storici
Un ulteriore laboratorio d'eccellenza è rappresentato dallo stesso campus del Politecnico di Milano. Negli ultimi dieci anni ho potuto seguire da vicino un piano di investimenti di circa 10 milioni di euro stanziati dall'Ateneo per la riqualificazione del proprio patrimonio edilizio, che ha compreso un'ingente serie di adeguamenti e installazioni di pannelli fotovoltaici.
Questo contesto ha introdotto sfide progettuali complesse, legate in particolare al rispetto dei vincoli della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio. Sfruttando l'evoluzione dei materiali e dei modelli numerici, che oggi consentono di giocare con i colori e con gli effetti di trasparenza, i progettisti sono riusciti a integrare gli impianti sui tetti degli storici edifici del campus Leonardo (come il complesso del "Trifoglio" situato nelle vicinanze), preservando l'impatto cromatico e le linee originarie della vista dall'alto di questi complessi.
La naturale evoluzione di questo approccio strutturale è visibile nei progetti in itinere del nuovo campus progettato da Renzo Piano, situato nei pressi dell'edificio del Gasometro. I mockup di questi nuovi edifici, esaminati e approvati dal Comando negli ultimi anni, mostrano come il pannello fotovoltaico stia perdendo la sua configurazione classica di elemento geometrico preordinato da adagiare sul tetto: viene sagomato e tagliato su misura per seguire le geometrie asimmetriche dell'architettura, integrandosi direttamente come elemento di copertura o di facciata.
Il progetto iconico CityWave: integrazione, BIM e ingegneria antincendio
Il culmine di questa sperimentazione geometrica e tecnologica si riscontra nel quartiere di CityLife con il progetto CityWave, una struttura attualmente in fase di completamento che si configura come un enorme parco solare urbano. L'opera è costituita da una gigantesca vela con una geometria totalmente atipica e pendenze irregolari, sospesa a oltre 35 metri di altezza, che interconnette due edifici di forma piramidale lasciando al di sotto una grande piazza pubblica coperta. Dal punto di vista strutturale, l'impianto poggia su una base in cemento armato che presenta un rivestimento ligneo inferiore e i moduli fotovoltaici posizionati all'estremità superiore.
L'analisi di questo progetto da parte del Comando ha beneficiato dell'utilizzo della metodologia BIM da parte dei progettisti, uno strumento avanzato che ha ridotto sensibilmente i tempi di latenza nella fase di ricezione e valutazione della documentazione tecnica.
Sul piano della sicurezza antincendio, la prescrizione fondamentale impartita dai Vigili del Fuoco ha riguardato l'inserimento di specifiche linee di separazione strutturale e compartimentata (individuate nei dettagli grafici di progetto). Queste linee si collocano nei punti strategici in cui la mega-tenda in cemento e legno si distacca dai corpi di fabbrica principali per inoltrarsi sopra la piazza, prima di riconnettersi all'edificio opposto. Si è trattato di una prescrizione dal rilevante impatto economico per la committenza (nell'ordine di un milione di euro), ma indispensabile per frammentare il rischio di innesco e bloccare la potenziale propagazione laterale dell'incendio.
La gestione del rischio di facciata (RTV 13) e le soluzioni di cantiere
La complessità geometrica di CityWave ha imposto una rigorosa revisione del rischio in itinere, guidata anche dall'emanazione della nuova circolare e della regola tecnica verticale sulle facciate (RTV 13). In corrispondenza delle guglie e di determinati nodi strutturali, la pendenza della copertura supera infatti i 45 gradi: dal punto di vista normativo, l'elemento perde la connotazione di tetto e deve essere profilato e protetto come una vera e propria facciata.
Per mantenere la continuità visiva richiesta dall'archistar e garantire al contempo i massimi standard di sicurezza, i progettisti hanno sviluppato una serie di soluzioni ingegneristiche mirate:
• Disattivazione strategica dei moduli: I pannelli solari posizionati nelle zone a maggior pendenza o in corrispondenza delle delicate interfacce di transizione tra legno e cemento sono stati disattivati per azzerare le probabilità di innesco elettrico in punti critici.
• Sistemi di raccolta e gronda: È stata prevista una progettazione speciale dei sistemi di gronda per contenere e governare i potenziali fenomeni di gocciolamento termoplastico nei punti di raccolta dell'acqua.
• Passerelle di manutenzione e marcatura campi: I sistemi di passerelle tecniche destinate alle operazioni di manutenzione sono stati configurati per fungere da reali elementi di interruzione e "marcatura campi", operando quella saturazione e compartimentazione degli spazi richiesta dagli indirizzi normativi più recenti.
• Protezione dei giunti dal basso: Sono stati implementati espedienti protettivi avanzati per preservare i giunti della vela dall'irraggiamento termico derivante da un potenziale scenario d'incendio sviluppatosi dal basso, ovvero dall'area della piazza e dai gradoni della scalinata sottostante.
In conclusione, l'esperienza di CityWave e dei grandi complessi milanesi dimostra come, attraverso continue revisioni in itinere e una corretta profilazione del rischio, sia possibile coniugare la libertà espressiva dell'architettura contemporanea con l'applicazione rigorosa delle più recenti disposizioni di prevenzione incendi.
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