Ristrutturazione e riqualificazione di una villa anni ’70 a Milano

Casa R+F è una tipica villetta anni Settanta della Pianura Padana inserita in un contesto di 2 mila metri quadri di terreno con annessa piscina, casa per gli ospiti, palestra e box. Dopo una primo intervento iniziato nel 2013 che ha interessato esclusivamente gli edifici minori, nel 2016, l’edificio principale, strutturato su un due livelli, è stato completamente svuotato, ampliato e riconcepito integralmente sia dal punto di vista distributivo che impiantistico, dal momento che comfort interno e prestazioni energetiche non erano più adeguati.
Sotto la guida dell’ing. Andrea Lonati, il progetto ha quindi apportato un intervento di riqualificazione globale ed integrata che ha riguardato sia gli aspetti strutturali dell’immobile, andando a sostituire interamente la vecchia copertura e a consolidare la struttura e le fondazioni, ampliare l’edificio, sia la questione impiantistica, sostituendo gli impianti esistenti con delle soluzioni ad alta efficienza energetica. Per la copertura, si è optato per una struttura in laterocemento con finitura sia delle porzioni a falda sia del moderno tetto piano in zinco-titanio, ecologico e resistente agli agenti atmosferici e alla corrosione, in sostituzione alla precedente struttura in legno con copertura in tegole. L’intervento di coibentazione è stato realizzato utilizzando isolanti naturali, nel rispetto dei principi di bioedilizia, seguendo un approccio volto a minimizzare l’impatto ambientale, massimizzando nel contempo la salute e il comfort delle persone. La porzione dell’edificio principale preesistente è stata foderata con pannelli in lana di roccia all’esterno adottando una soluzione assimilabile all’isolamento a cappotto; l’isolante non è stato però lasciato esposto all’esterno ma è stata realizzato un contro-muro a protezione dell’isolamento. Le pareti sono state realizzate quindi accoppiando il muro esistente con uno strato di isolante e un contro-muro per incrementare le prestazioni energetiche ed eliminare i ponti termici e i problemi derivati alla conservazione negli anni di un isolamento a cappotto.

L’installazione del battiscopa
Trattandosi di un intervento di ristrutturazione la posa del profilo Eclisse Syntesis Battiscopa necessario all’alloggiamento del battiscopa filo muro è stata particolarmente meticolosa rispetto a quanto previsto nel caso di un edificio di nuova costruzione. Contrariamente a quanto viene svolto comunemente, l’ing. Lonati ha insistito in fase di realizzazione nel procedere prima con l’intonacatura delle pareti, data la compresenza di spessori diversi dal classico 11 centimetri, diverse tipologie di muri, in parte in mattoni forati, in parte pieni, in parte nuovi e in parte esistenti, per cui la messa a piombo ed in squadro non poteva essere verificata se non con la realizzazione degli intonaci. Una volta realizzati gli intonaci con esclusione della porzione a terra dove andavano posati i battiscopa, sì è quindi potuto procedere con l’installazione dei profili per il battiscopa, seguendo gli allineamenti dati dall’intonaco e intervenendo con aggiustamenti e spessorazioni dove necessario, per assicurarsi che una volta installato il battiscopa risultasse perfettamente in linea con la parete.
Grazie ai controtelai Eclisse Syntesis Collection, tutte le porte interne, siano esse scorrevoli senza stipiti e cornici o battenti filo muro, presentano la stessa finitura bianca della parete e appaiono minimali ed eleganti. La perfetta resa estetica è garantita da un rivestimento con uno strato di primer sia sul telaio che sul pannello porta che favorisce l'adesione delle pitture, mentre i profili dei controtelai, pre-intonacati nella versione intonaco o modellati per essere stuccati nella versione cartongesso, assicurano una tinteggiatura perfetta, scongiurando il rischio che la pittura sfogli nel tempo.
Unica eccezione le porte filo muro della zona living, ugualmente mimetizzate nella parete ma ricoperte da una carta da parati di ispirazione classica. L’impronta moderna dell’abitazione ristrutturata non rinuncia completamente ad elementi della tradizione, lo si nota negli arredi e nelle finiture, come per esempio nella pavimentazione in parquet di recupero proveniente sempre da Cortina d’Ampezzo o nella collezione privata di quadri del periodo rinascimentale che si contrappongono alle realizzazioni moderne dell’artista Dondé.
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