“Widely Open Eyes” un appartamento industrial chic a Vilnius

Così l’architetta e designer Ieva Prunskaitė ha voluto battezzare questo progetto di Vilnius. L’ispirazione nasce dalle enormi finestre che si affacciano sulle guglie scintillanti della chiesa di San Michele e San Costantino e sullo skyline della capitale lituana.
I proprietari, attivamente coinvolti nell’intero progetto, desideravano uno stile raffinato che includesse elementi dal carattere industriale e integrato con la vista spettacolare. Alcuni dei dettagli che nell’appartamento si ripetono, come ad esempio gli inserti in ottone, si ispirano alle cupole dorate della chiesa ortodossa di San Michele e San Costantino, uno dei punti focali del panorama.
Per evitare che il corpo monolitico del mezzanino gravasse visivamente sulla zona giorno, rischiando di soffocare il grande respiro dato dalle vetrate a doppia altezza, l’architetta ha deciso di spuntare lo spessore del solaio, rastreman-done il profilo e alleggerendo così l’intero volume.
L’ingresso dell’appartamento è caratterizzato da pochi elementi che tuttavia bastano a farne percepire lo spazio dedi-cato. Tra questi, elementi verticali in ottone con inserti in marmo definiscono lo spazio come una parete, pur senza chiuderlo alla vista e alla luce: le aree risultano così funzionalmente divise, senza perdere il concept open space.
Le pareti che introducono alle stanze dei bambini hanno linee arrotondate. Prunskaitė spiega che questa soluzione, coerentemente alla rastremazione del mezzanino, crea la sensazione di trovarsi in uno spazio più ampio.
I solai sono stati lasciati al grezzo, coperture monolitiche che non celano la materia, conservata intatta e nuda come preziosa testimonianza del passato industriale del contesto urbano. L’architetta rivela che non è stato semplice ottenere un soffitto sgombro, per il quale è stato necessario integrare l’impianto elettrico direttamente nel cemento vivo e progettare un’illuminazione tanto funzionale quanto estetica-mente laconica.
Il legno quasi bianco del pavimento si contrappone alla parete in pietra nera che costeggia la scala, solcata da linee in ottone squadrate e severe che riprendono i dettagli dell’illuminazione e di parte dell’arredo. A fare da contraltare alla raffinatezza dell’ottone, la cucina è rifinita con un effetto corten che viene ripreso anche dalla cucina esterna.
«Ogni soluzione architettonica ha comportato nuove sfide, perché tutto è stato creato pensando fuori dagli schemi. Tutte le sfide sono state superate e ora, nei nostri occhi spalancati si riflette un interno di grande armonia».
Caratteristica fondamentale del progetto è paradossalmente la sua essenzialità. L’interior infatti è in gran parte risolto dalle superfici, esse stesse elemento di design: il pavimento, i soffitti, le pareti, ogni singola superficie è caratterizzata dall’uso di finiture che ne fanno un elemento di arredo oppure ne è stata al contrario svelata la materia spoglia, che diventa così protagonista.
Al fine di avere superfici quanto più possibile lisce e neutre e lasciare massima libertà allo stile, l’architetta ha scelto di usare in tutte le stanze porte invisibili filo muro installate su telai ECLISSE Syntesis Line Battente a tutta altezza. “Queste porte consentono di avere aperture da pavimento a soffitto” ha spiegato Prunskaitė "e diventano uno sfondo silenzioso e discreto che lascia spazio ed espressione agli altri elementi di arredo. Nessuna porta interrompe la parete, ma solo varchi nascosti che compaiono quando necessario".
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